INV

"L'essenziale è invisibile agli occhi"

 

A chi è indirizzato “L’essenziale è invisibile agli occhi” (INV)?

INV è rivolto  a coloro i quali vivono e/o lavorano con persone con (gravi) disabilità intellettive

 

INV: di che cosa tratta?

Viene proposto un modello pedagogico, un quadro concettuale  per la relazione tra l’operatore e la persona con disabilità intellettiva.

 

Quali sono i principali strumenti offerti da INV?

Un manuale che illustra,  attraverso vari  esempi, le fasi della relazione nonché le sue caratteristiche e i nemici potenziali,

Un itinerario formativo che prevede 5 sessioni  e include i materiali necessari al trasferimento del modello. 

Un protocollo di auto-osservazione e un diario di bordo che dovrebbe aiutare l’operatore  ad applicare il modello pedagogico  nel proprio lavoro quotidiano

Altri strumenti  pedagogici

 

Da dove nasce INV? Qual è la sua origine?

Il progetto INV (Ottobre 2012 – Gennaio 2015) è stato finanziato dalla Commissione Europea, nel quadro del programma di Apprendimento Permanente (Lifelong Learning Programme), sottoprogramma  per l’educazione degli adulti (Grundtvig). (GRUNDTVIG – GMP – 527383 – 2012)

 

Commenti degli operatori sul modello e sugli strumenti INV :

  • Partecipante No1 dall’Italia: Il modello ti aiuta a trovare un vero tipo di relazione educativa.
  • Partecipante No2 dall’Italia:  Ti consente di analizzare e comprendere le situazioni da diversi punti di vista, fuori dalla routine, e coinvolge gli operatori in una continua autovalutazione durante il loro lavoro.
  • Partecipante No3 dall’Italia: Il modello mi ha dato un utile “cibo per la mente”, dei modelli operativi che possono essere estesi a varie situazioni,   per migliorare il mio lavoro e il modo di percepire me stesso.
  • Partecipante No1 da Barcellona: Quando interagisco con le persone con cui lavoro, ho inconsapevolmente creato uno spazio di riflessione sulle mie emozioni. (…) Mi sono interrogato su molti più aspetti e ho avuto modo di condividere tutto ciò con il mio staff di educatori.
  • Partecipante No2 da Barcellona: Riflettere sugli aspetti relazionali circa gli aspetti educativi è stato qualcosa di nuovo per me. Non sono abituato a farlo. Questo ha fatto emergere quanto da una parte alcuni aspetti dipendano da me e siano di mia responsabilità, dall’altra mi ha portato a capire quanto alcuni strumenti possano incrementare la qualità delle mie relazioni e della mia professione. Abbiamo bisogno di strategie, strumenti, risorse… per sapere come fare a rendere consapevoli i nostri sentimenti e le nostre emozioni.
  • Mária dall’Ungheria, Budapest: La registrazione dell’auto-osservazione e la regolare discussione in equipe ha reso il mio lavoro nel centro più facile ed efficiente. La mia consapevolezza è aumentata, posso controllare molto meglio le mie relazioni con persone con disabilità intellettiva, posso capire molti fatti che prima rimanevano sempre poco chiari. È anche interessante riuscire a riconoscere in modo più chiaro il comportamento e gli errori dei miei colleghi.
  • Éva dall’Ungheria: La discussione dei casi durante le riunioni d’equipe mi ha reso più sicura e mi ha insegnato come relazionarmi e come interpretare la relazione con persone con disabilità intellettiva grave.
  • István dall’Ungheria: Abbiamo bisogno di maggiori insegnamenti e maggiore pratica su come applicare il modello. Dopo un paio di mesi è stato possibile sentire differenze significative tra i membri dello staff che hanno partecipato al INV-testing e quelli che invece non vi hanno partecipato. Sono orgoglioso di possedere queste nuove abilità. Spero che il modello INV possa essere introdotto in tutti i 14 servizi della Fondazione.